#Brexit? PDexit? Sì, ma anche #FBexit!


Per dirla con un hashtag, #FBexit. Nel giorno in cui gli inglesi dicono bye bye all’Europa, nella settimana in cui i torinesi hanno detto cerea al profetico Fassino (#PDexit?), ho preso ispirazione da questa inaspettata combinazione di eventi per attuare una mossa sulla quale stavo riflettendo da tempo.

I quit Facebook I'm still aliveHo disattivato il mio profilo Facebook. Niente di drammatico, niente di particolarmente importante, nessun bisogno di preannunciarlo con annunci roboanti in bacheca stuzzicando e suscitando gli #estiqaatsi.

Niente di definitivo, oltretutto, perché mi risulta che il mio profilo e le mie vecchie condivisioni sul social non saranno cancellate. Sono momentaneamente indisponibili ma secondo le regole attuali saranno ripristinate quando deciderò di rientrare nel social.

Non è stato semplice, e non parlo di titubanza o indecisione che dir si voglia: non è proprio stato semplice tecnicamente, per uno come me che lavora con Internet e con i social. Appena ho premuto disattiva, il dannato social mi ha subito ricordato che stavo per perdere i diritti di amministrazione su tutte le pagine e le applicazioni da me create. Per evitare che le suddette restassero irrecuperabilmente alla deriva, prima di accomiatarmi ho dovuto affidarne la gestione a un paio di miei profili farlocchi EDIT: a un nuovo profilo personale sul quale non accetterò richieste di amicizia e che userò solo per la gestione delle app e delle pagine FB. Troppo pericoloso utilizzare profili intestati a nomi di fantasia: le discutibilissime regole di FB prevedono che ogni account debba obbligatoriamente essere intestato a una persona reale, con nome e cognome. Affidare a un avatar una pagina è un azzardo perché se non si può provare – documenti alla mano – la propria identità si rischia di perderne definitivamente il controllo.

So long, and thanks for all the kittens.

Addio, e grazie per tutti i gattini. E per i randagi. E per i piatti e le diete. E per Runtastic, e per i meme e i demotivational. E per i ricordi di uno due cinque anni fa in bacheca la mattina. Eccetera. Estiquaatsi, appunto.

Facebook addictedSarà veramente un addio? Probabilmente è un arrivederci, sicuramente è un lungo sabbatico.

Con l’abitudine che ci ho fatto, sono sicuro che nei primi tempi si farà sentire la classica crisi di astinenza. Anzi, ne sto già sentendo i sintomi. Non era per niente male leggere gli articoli e i commenti di P, le freddure di C, le analisi di V, le belle foto di S e di C che ogni tanto affioravano nel mare di gattini randagi piatti diete runtastic ecc.

Sono però curioso di valutare come si evolverà questa nuova esperienza. Probabilmente nei mesi estivi riuscirò ad attuare il piano completo, che nei miei programmi prevede un vero e proprio periodo di disintossicazione / rehab da Internet, PC, smartphone. Addio FB ma anche ciao Whatsapp, Telegram, Feedly, Skype e compagnia bella.

Come siamo MessiTornando al lavoro dovrò poi necessariamente riavvicinarmi allo smartphone che in men che non si dica si riapproprierà di me (siamo malMessi). Ma tenterò di resistere strenuamente alla tentazione di rientrare in FB e proverò piuttosto a mantenere attivo questo blog, usandolo per pubblicare quello che fino a ieri avrei condiviso in bacheca.

AGGIORNAMENTO – 29/06/2016: Ho creato una nuova pagina FB associata a questo blog e dopo averlo fatto ho temporaneamente riattivato il mio vecchio profilo al solo scopo di invitare i miei contatti a seguirla. Lascerò passare qualche giorno per dare modo a tutti di visualizzare l’invito, poi disattiverò nuovamente e definitivamente il profilo.

 


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